Istruzioni per una corretta pubblicità informativa Stampa
Venerdì 16 Novembre 2007 17:46

La Deliberazione n. 52 del Comitato centrale della F.N.O.M.C.eO., del 23 febbraio 2007, così prescrive:

  • Ogni messaggio pubblicitario deve essere rispondente alle disposizioni del Codice Deontologico Medico (artt. 55, 56 e 57) e alle Linee-guida sulla pubblicità dell'informazione sanitaria ad esso allegate, che sono riferite a qualsivoglia forma di pubblicità, comunque e con qualsiasi messo diffusa, compreso l'uso di carta intestata e di ricettari
  • Gli Ordini promuovono iniziative ed attivano procedure idonee a favorire la comunicazione da parte degli iscritti dei propri messaggi pubblicitari
  • Gli Ordini devono attivare strutture e procedure di consulenza per i propri iscritti allo scopo di prevenire e contenere il contenzioso disciplinare
  • Dal 1 aprile 2007 la comunicazione dovrà avvenire tramite una specifica dichiarazione, rilasciata dall'iscritto, di conformità del messaggio pubblicitario. La mancata comunicazione preventiva ha rilievo disciplinare solo nel caso in cui il messaggio non sia, alla verifica, conforme alle norme deontologiche.


A questi fini la comunicazione all'Ordine del messaggio pubblicitario è realizzabile attraverso due opzioni alternative:

1. La dichiarazione di conformità del testo pubblicitario, la quale dovrà contenere tutti gli estremi utili per rintracciare il messaggio pubblicitario al fine di consentire la valutazione e la verifica di cui all'art. 2 della legge 248/2006 (Bersani).

Il termine "potrà" delle Linee-guida attiene alla previsione di una modalità di comunicazione (autocertificazione) e non all'obbligo della comunicazione stessa.

Si raccomanda vivamente agli iscritti di allegare il testo completo del messaggio pubblicitario.

2. La richiesta di valutazione preventiva e precauzionale di rispondenza, alla quale l'Ordine è tenuto a dare parere entro 30 giorni dalla ricezione della richiesta, valendo la norma del silenzio-assenso.

Alla luce di possibili conseguenze legali e deontologiche per una errata pubblicità sanitaria, si ritiene opportuno di consigliare agli iscritti di richiedere la valutazione preventiva del messaggio pubblicitario.

Il D.Lgs 2 agosto 2007, n. 145 in attuazione dell'art. 14 della direttiva 2005/29/CE sulla pubblicità ingannevole, dà le seguenti definizioni:

Pubblicità: qualsiasi forma di messaggio, diffuso in qualsiasi modo, allo scopo di promuovere .... la prestazione di opere e o di servizi.

Pubblicità ingannevole: in qualunque modo induca in errore persone fisiche alle quali è rivolta o che essa raggiunge e che a causa del carattere ingannevole possa pregiudicare il loro comportamento economico o che, per questo motivo, sia idonea a ledere un concorrente.

Pubblicità comparativa: qualsiasi pubblicità che identifica in modo esplicito o implicito un concorrente o beni o servizi offerti da un concorrente.

L'art. 3 del DLg norma gli elementi di valutazione di pubblicità ingannevole e l'art. 4 le condizioni di liceità della pubblicità comparativa.

  • Non è ammessa pubblicazione di notizie che rivestano caratteri di pubblicità personale surrettizia
  • Non è ammesso ospitare spazi pubblicitari a titolo commerciale, in particolare aziende farmaceutiche o produttrici di dispositivi o tecnologie sanitarie, né ospitare collegamenti ipertestuali
  • Non è ammessa pubblicizzazione e vendita né diretta né tramite collegamenti ipertestuali
  • È consentito diffondere le tariffe delle prestazioni erogate, ma non devono costituire aspetto esclusivo del messaggio informativo.
  • Un altro aspetto da tenere presente è il fatto che la pubblicità del medico e dell'odontoiatra è lecita quando non incentivi artificialmente l'utilizzo di cure mediche oltre il reale bisogno e non sia suggestiva, ossia non crei bisogni artificiali di cure.

 

Elementi costitutivi dell'informazione sanitaria

NOMINATIVO

- Se persona fisica, il nome e cognome.

- Se associazione professionale (studio associato), il nome e cognome di tutti i professionisti che fanno parte dell'associazione, ad esclusione di denominazioni di fantasia.

- Se struttura sanitaria, la denominazione o ragione sociale oggetto di autorizzazione. Per quanto riguarda le società fra professionisti, in attesa della disciplina normativa preannunciata, la casistica sarà oggetto di valutazione specifica.

TITOLO PROFESSIONALE

- Gli iscritti all'Albo dei Medici Chirurghi possono indicare il titolo professionale di "Medico Chirurgo".

- Gli iscritti all'Albo degli Odontoiatri, sia in quanto laureati in Odontoiatria e Protesi Dentaria che in quanto laureati Medicina e Chirurgia, possono indicare il titolo professionale di "Odontoiatra".

- Gli iscritti ad entrambi gli Albi, possono indicare il titolo professionale di "Medico Chirurgo Odontoiatra".

 

TITOLO ACCADEMICO

- Tutte le persone fisiche iscritte agli Albi possono utilizzare il titolo accademico di "Dottore" in forma estesa o abbreviata, al maschile o al femminile.

 

Possono far uso del titolo di "Professore", in forma estesa o abbreviata, al maschile o al femminile, i seguenti soggetti:

- professori universitari di ruolo ordinari, straordinari o associati. Possono far uso del titolo di "Professore" anche coloro che ricoprono insegnamenti in ambito universitario in corsi di laurea concernenti le professioni sanitarie e anche i ricercatori ai quali è stato conferito, con apposita deliberazione della Facoltà, la titolarità di un insegnamento. L'uso del titolo è limitato al periodo di insegnamento;

- professori a contratto, ex artt. 25 e 100 del DPR 382/1980 e art. 4 DPR 162/1982. Per costoro, la dizione "Professore" deve essere accompagnata dalla indicazione, senza abbreviazioni, "a contratto in ......, presso la Facoltà di ...... o Scuola di ......, per l'anno accademico ......";

- liberi docenti, con docenza confermata ex art. 10 Legge 1175/1958. Per costoro, la dizione "Professore" deve essere accompagnata dalla indicazione, senza abbreviazioni, "libero docente in ..." specificando la materia nella quale è stata conseguita la libera docenza.

 

DOMICILIO PROFESSIONALE

- Le persone fisiche devono indicare l'indirizzo dello studio professionale.

- Le associazioni professionali devono indicare l'indirizzo dello studio ove viene svolta la professione in forma associata.

- Le strutture sanitarie devono indicare l'indirizzo corrispondente alla sede di svolgimento dell'attività sanitaria autorizzata.

- In presenza di più studi o sedi, possono essere indicati gli indirizzi dello studio o sede principale e di quelli secondari.

ULTERIORI ELEMENTI DELL'INFORMAZIONE

- I titoli di specializzazione, di libera docenza, i master universitari, i dottorati di ricerca, i titoli di carriera, i titoli accademici ed eventuali altri titoli, verificabili con l'obbligo di indicare l'autorità che li ha rilasciati e/o i soggetti presso i quali ottenerne conferma.

- Il curriculum degli studi universitari e delle attività professionali svolte e certificate anche relativamente alla durata, le metodiche diagnostiche e/o terapeutiche effettivamente utilizzate, certificato negli aspetti quali-quantitativi dal direttore o responsabile sanitario.

- Il medico non specialista può fare menzione della particolare disciplina specialistica che esercita, con la denominazione ufficiale della specialità, ma non con espressioni che inducano in errore o equivoco sul possesso del titolo di specializzazione. Deve avere svolto attività professionale nella disciplina per un periodo almeno pari alla durata legale del relativo corso universitario. L'attività svolta e la sua durata devono essere comprovate mediante attestato rilasciato dal direttore o dal responsabile sanitario della struttura.

- Nell'indicazione delle attività svolte e dei servizi prestati può farsi riferimento al Tariffario Nazionale od ai Nomenclatori Regionali.

L'Ordine valuterà l'indicazione di attività non convenzionali già individuate quale atto medico dalla FNOMCeO. Si rende noto che "Le Medicine e le pratiche non convenzionali", ritenute in Italia come rilevanti da un punto di vista sociale, sia sulla base delle indicazioni della Risoluzione n. 75 del Parlamento europeo del 29 maggio 1997 e della Risoluzione n. 1206 del Consiglio d'Europa del 4 novembre 1999, che sulla base della maggiore frequenza di ricorso ad alcune di esse da parte dei cittadini oltre che dagli indirizzi medici non convenzionali affermatisi in Europa, ed il cui esercizio è da ritenersi a tutti gli effetti atto medico, sono le seguenti:

- Agopuntura

- Fitoterapia

- Medicina Ayurvedica

- Medicina Antroposofica

- Medicina Omeopatica

- Medicina Tradizionale Cinese

- Omotossicologia

- Osteopatia

- Chiropratica.

- Ogni attività oggetto di informazione deve fare riferimento a prestazioni sanitarie effettuate direttamente dal professionista e, ove indicato, con presidi o attrezzature esistenti nel suo studio. L'effettiva disponibilità costituirà elemento determinante di valutazione della veridicità e trasparenza del messaggio pubblicitario.

- Sono consentite pagine dedicate all'educazione sanitaria in relazione alle specifiche competenze professionali.

- Vanno indicati: indirizzo di svolgimento dell'attività, gli orari di apertura, le modalità di prenotazione delle visite e degli accessi ambulatoriali e/o domiciliari, l'eventuale presenza di collaboratori e di personale con l'indicazione dei relativi profili professionali e, per le strutture sanitarie, le branche specialistiche con i nominativi dei sanitari afferenti e del sanitario responsabile.

- Può essere pubblicata una mappa stradale di accesso.

- Si possono menzionare le associazioni di mutualità volontaria con le quali si è stipulata convenzione.

- Laddove si renda necessario, per chiarezza informativa e nell'interesse del paziente, si potrà usare un cartellino od analogo mezzo identificativo fornito dall'Ordine.

- E' consentita una informativa circa indagini statistiche relative alle prestazioni sanitarie effettuate, con esclusivo riferimento a dati resi pubblici e/o elaborati dalle autorità sanitarie competenti.

Particolarità diffusione messaggio tramite INTERNET

 

L'informazione tramite siti internet deve essere rispondente al D.Lgs n. 70 art. 7 del 9 aprile 2003 e deve contenere:

- il nome, la denominazione o la ragione sociale;

- il domicilio o la sede legale;

- gli estremi che permettono di contattarlo rapidamente e di comunicare direttamente ed efficacemente, compreso l'indirizzo di posta elettronica;

- gli elementi di individuazione, nonché gli estremi della competente autorità di vigilanza qualora un'attività sia soggetta a concessione, licenza od autorizzazione;

- l'Ordine professionale presso cui il prestatore sia iscritto e il numero di iscrizione;

- gli estremi della laurea e dell'abilitazione e l'Università che li ha rilasciati;

- la dichiarazione, sotto la propria responsabilità, che il messaggio informativo è diramato nel rispetto della linea-guida FNOMCeO;

- il numero della partita IVA qualora eserciti un'attività soggetta ad imposta;

- contenere gli estremi della comunicazione inviata all'Ordine relativa all'autodichiarazione del sito internet.

- I siti devono essere registrati su domini nazionali italiani e/o dell'Unione Europea.

- Collegamenti ipertestuali purché rivolti ad autorità, organismi, istituzioni indipendenti

- Spazi pubblicitari tecnici al solo scopo di fornire all'utente strumenti utili per la navigazione.

UTILIZZO POSTA ELETTRONICA PER MOTIVI CLINICI

 

Ogni messaggio deve contenere l'avvertimento che la visita medica rappresenta il solo strumento diagnostico per un efficace trattamento terapeutico e che i consigli forniti via e-mail vanno intesi come meri suggerimenti di comportamento; va altresì riportato che trattasi di corrispondenza aperta.

È vietata ogni operazione che violi la privacy.

La disponibilità di sistemi di posta elettronica sicurizzati equiparati a corrispondenza chiusa, può consentire la trasmissione di dati sensibili.

UTILIZZO emittenti radiotelevisive nazionali e locali

 

Il medico che prende parte a trasmissioni radiofoniche e televisive non deve concretizzare in esse la promozione o lo sfruttamento pubblicitario del suo nome o di altri colleghi. È altresì tenuto al rispetto delle regole deontologiche sopra segnalate.

 

Strumenti di Pubblicità informativa

 

- TARGHE DEGLI STUDI PROFESSIONALI

- INSERZIONI SUGLI ELENCHI TELEFONICI

- INSERZIONI SUGLI ELENCHI GENERALI DI CATEGORIA (ELENCHI, GUIDE,

- ANNUARI, ECC.)

- INSERZIONI SU GIORNALI, QUOTIDIANI E PERIODICI

- CARTA INTESTATA, FOGLI DI RICETTARIO, BIGLIETTI DA VISITA, ECC.

- EMITTENTI RADIO-TELEVISIVE LOCALI

Gli spot pubblicitari diffusi devono avere durata conforme agli ordinari passaggi pubblicitari e devono recitare un messaggio pubblicitario trasparente e veritiero. Non possono essere riprodotte immagini che non abbiano diretta attinenza con il contesto operativo di svolgimento dell'attività professionale.

 

- VOLANTINI INFORMATIVI E DEPLIANTS PUBBLICITARI

La veste grafica del volantino o del depliant deve evitare di utilizzare simboli, colori e caratteri tipografici di richiamo spiccatamente promozionale.

I volantini non possono essere distribuiti "a pioggia", né in farmacie, né in luoghi pubblici o comunque aperti al pubblico (ad esempio: bar, ristoranti, circoli, ecc.).

Possono essere diffusi all'interno delle strutture sanitarie o degli studi medici, nelle sale di attesa o

in apposite bacheche e possono essere recapitati a colleghi o a strutture sanitarie, avendo cura di osservare le disposizioni sull'acquisizione del consenso al ricevimento di materiale pubblicitario, previsto dalla legge sulla privacy.

 

- MANIFESTI E CARTELLONI STRADALI SU AUTOBUS O TAXI, IN LUOGHI PUBBLICI, SPORTIVI O DI RADUNO

I professionisti, le associazioni professionali e le strutture sanitarie possono utilizzare cartelli segnaletici stradali allo scopo di fornire alla cittadinanza le necessarie informazioni relativamente all'ubicazione dello studio o della sede della struttura. Tali cartelli segnaletici devono trovarsi nelle immediate vicinanze dello studio o della struttura e possono riportare la denominazione e l'indirizzo ed, eventualmente, una freccia direzionale.

I cartelli segnaletici possono essere collocati in "paline" contenenti altri cartelli segnaletici, sia pubblicitari che di pubblico servizio, su "paline" corrispondenti alle fermate di autobus, taxi o in altre collocazioni, purché nelle immediate vicinanze della sede dello studio o della struttura.

Non è ammesso il ricorso a cartelloni pubblicitari stradali, né a poster o manifesti esibiti in luoghi pubblici o in luoghi aperti al pubblico.

Non è ammesso il ricorso a striscioni pubblicitari in luoghi pubblici, sportivi e di raduno.

Allo stesso modo, non è consentito sponsorizzare eventi o manifestazioni.

Non è ammesso il ricorso a cartelli pubblicitari a bordo di automezzi destinati al trasporto pubblico.

 

- STRUMENTI PROMOZIONALI MULTIMEDIALI

I professionisti, le associazioni professionali e le strutture sanitarie possono realizzare presentazioni multimediali della propria attività professionale, fermo restando che il contenuto delle

informazioni inserite nella presentazione deve essere trasparente e veritiero.

I supporti contenenti le presentazioni multimediali (Cd, Dvd, ecc.) possono essere distribuiti, con il consenso dei destinatari, ai colleghi e alle strutture sanitarie e agli utenti, purché il loro contenuto sia conforme alle regole previste per le trasmissioni televisive locali e per i siti internet.

Le presentazioni multimediali possono essere proiettate nei locali dello studio o della struttura che le ha prodotte.

 

 

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